6.4.11
11.3.11
MARCOS Y MARCOS

Marcos y...Claudia. Pubblicare meno, pubblicare meglio.
I primi trent’anni della casa editrice indipendente
Aria giovanile ed eloquio entusiasta. A ben guardarlo Marco Zapparoli sembra riflettere lo spirito ottimista ed appassionato che da trent’anni anima la casa editrice cui fa capo. Accompagnato dalla moglie Claudia Tarolo, da undici anni alla direzione editoriale e traduttrice per insanabile passione, Zapparoli è intervenuto alla giornata inaugurale del Master in Editoria Libraria della Fondazione Mondadori condividendo con gli allievi principi e progetti che dal 1981 fanno della Marcos y Marcos uno degli esempi più vivaci e in salute dell’editoria italiana indipendente.
«Un editore indipendente dev’essere indipendente dai suoi stessi successi» afferma Zapparoli, avversatore delle dissennate pubblicazioni a tirature vertiginose, «abbiamo scelto di pubblicare pochi libri, tredici all’anno» continua Claudia Tarolo «è la quantità che ci consente di prenderci la giusta cura per ciascun libro pubblicato». Con 290 titoli a catalogo, Marcos y Marcos sceglie per le sue pubblicazioni testi provenienti preferibilmente da culture molto diverse da quella italiana, di difficile traduzione e che richiedano un lavoro redazionale intenso ed accurato.
Non meno complesso è il versante delle riproposte, altro filone in cui i due editori credono molto. Esempi fortunati sono Una Banda di Idioti di John Kennedy Toole e Chiedi alla Polvere di John Fante, prime edizioni di altre case, furono portati al successo solo dalla pubblicazione per i tipi di Marcos y Marcos.
«Il nostro lavoro consiste nel mettere il libro nelle mani giuste» sostiene Zapparoli «per questo cerchiamo di conoscere il più possibile i nostri lettori». Una conoscenza che passa attraverso le numerose attività organizzate dalla casa editrice: dai corsi di editoria a quelli di scrittura creativa, attivi dal 2000 e da quest’anno gestiti dalla Piccola Scuola di Arti Narrative, appendice operativa della Marcos y Marcos. «Siamo amici dei librai, instauriamo un rapporto privilegiato con loro. Organizziamo presentazioni di libri orientate alla crossmedialità, dal reading all’accompagnamento musicale, perché il vero protagonista dev’essere il testo e non l’autore, come troppo spesso accade».
Il testo dunque. Un testo noto a tutti gli otto collaboratori di una casa editrice fra le poche a poter vantare un venduto mai inferiore a 1500 copie per titolo (in Italia l’87% dei libri appena usciti non supera le 500 copie vendute).
La loro indipendenza è anche comunicativa, avulsi da reclame schiamazzanti e aggressive, la campagna promozionale è modellata sulla personalità dei propri autori: «Cavina non ama i social network. Riscuote un gran successo di pubblico ed essendo un comunicatore vuole incontrare i suoi lettori di persona» racconta Claudia Tarolo, «Paolo Nori invece è molto timido e preferisce Facebook» aggiunge Zapparoli.
Queste sono le linee di pensiero di una casa editrice che «non pubblica un libro che non abbia la forza di difendere» e che per il suo terzo decennio si regala una nuova collana: 13, raccogliendo titoli che hanno segnato le tappe fondamentali di una singolare esperienza editoriale. Tutti questi rientrano nel nuovo formato del catalogo: un mazzo di 35 carte raffiguranti opere e autori di una casa editrice che ha trent’anni e ancora molti assi nella manica.
Rebecca
LINK: Marcos Y Marcos
LE PAGINE DI REBECCA, DAL MONDO EDITORIALE
vi presento Rebecca, la nostra nuova inviata che si occupa di editoria e ci scriverà tutte le novità e curiosità da questo vastissimo mondo, pressochè in diretta da Milano, con interviste a editori e professionisti del settore.
Quindi, da oggi, al via le pagine di Rebecca!
Un nuovo approfondimento nel blog dello Spritz Letterario.
Qui sotto il link dell'Associazione Italiana Editori, se volete curiosare e se non sapevate che esistesse...
AIE
12.3.10
IL '900 IN ITALIA

Iniziamo una sintetica analisi dei più importanti (per vendite e notorietà) romanzi italiani del Novecento, per sfatare il detto che l'Italia ha più poeti che romanzieri.
Con il termine romanzi comprenderemo anche libri di carattere biografico e memorialistico, racconti lunghi e raccolte di racconti.
Perchè? Per fornire ai lettori del 21° secolo un panorama vario (e vasto) composto di libri ancora oggi leggibili con piacere, interesse ed utilità; storie italiane che attraversano i tempi e le mode rimanendo eroi indenni. Non è per non dimenticare ma, per ricordare che sono terribilmente attuali con le loro emozioni e problemi quotidiani.
(Alcune fonti sono tratte liberamente da un opuscolo dell'Europeo del 1986, a cura di Giovanni Raboni).
E' uno dei libri di G. D. in cui è più definito il sentimento della natura come luogo simbolico di una volontà ostile. La valle è affollata da presenze inquiete alle quali gli uomini attribuiscono nomi e poteri diversi. Gli spiriti dei morti sono tra i più forti, perchè rinascono a ogni generazione e si confondono con i vivi, imponendo una legge di necessià che li schiaccia e tramanda individualmente la tragedia del vivere. Il servo delle quattro ragazze Pintor, Efix, serba un segreto terribile: l'uccisione involontaria del padre tiranno delle giovani, per proteggere la fuga di una di loro, Lia. Al ritorno sull'isola del figlio di quest'ultima, il servo sarà richiamato all'espiazione. Il figlio di Lia si abbandonerà alla passione, ricambiata, della zia più giovane.
Le situazioni evolveranno per far chiudere il cerchio di un'apparente giustizia morale.
Verso la fine tutto si acquieta grazie alla volontà del luogo, che rimane pervaso da un sentimento del destino che coinvolge tutti come trasgressione; quel luogo tetro nel quale vivono i personaggi, senza però farsi catturare completamente dal nucleo tenebroso.
Grazia Deledda è nata a Nuoro nel 1871, morta a Roma nel 1936.
Altri suoi romanzi:
Elias Portolu - 1903
Cenere - 1904
28.1.10
JAMES JOYCE (Dublino 1882- Zurigo 1941)

Il grande riformatore del romanzo moderno scrive un’epopea che si ispira all’Odissea, è cioè un viaggio dentro l’anima dell’uomo, dentro il suo corpo, un viaggio che si svolge nell’arco di un giorno. L’Ulisse è un’opera monumentale, strutturata in una serie di episodi che richiamano la struttura del poema omerico, centrata intorno alle figure di tre personaggi principali, Harold Bloom-Ulisse, sua moglie Molly-Penelope e suo figlio Stephen Dedalus- Telemaco, figure che racchiudono tutti gli aspetti della personalità umana. E’ un testo difficile, che pochi hanno letto, anche tra gli addetti ai lavori, perché necessita dell’assistenza delle note e delle spiegazioni che lo accompagnano- qualcuno consiglia di leggere un episodio al giorno, seduti al tavolo di studio.
L’innovazione letteraria che produce Joyce è il flusso di coscienza, cioè la registrazione dei pensieri del personaggio in forma libera, senza una particolare strutturazione logica- siamo ai tempi della scoperta dell’inconscio e della psicanalisi.
Altre opere di Joyce sono meno complesse: Dedalus, ovvero il ritratto dell’artista da giovane, esprime il contrasto tra sentimento e ragione, tra le istituzioni gesuitiche- frequentate dall’autore- e il desiderio di autonomia e di ribellione, ispirandosi all’esilio volontario vissuto dall’autore. Gente di Dublino, 15 racconti che ritraggono altrettanti personaggi nei quali si rispecchia la realtà della città e contemporaneamente un’umanità universale, ritratta nelle varie epoche della vita. La struttura dei racconti, generalmente brevi, e la tensione che li accompagna, li rende più che mai vicini alla scrittura del nostro mondo contemporaneo.
18.1.10
MARCEL PROUST (1871-1922) La ricerca del tempo perduto

La memoria, i sapori dell’infanzia, le emozioni, il mondo interiore di ognuno di noi è più ricco di fascino e di risonanze grazie all’opera monumentale di Proust- 7 volumi.
Una casuale sensazione- un biscotto inzuppato nel tè- ci riporta indietro alle atmosfere in cui quella sensazione si impresse nell’inconscio come una traccia indelebile. Alla ricerca del tempo perduto, appunto. Siamo nell’epoca che porterà a Freud e alla scoperta dell’inconscio. Proust iscrive ogni più piccolo dettaglio nel catalogo della memoria, perché ha fatto una scelta di fondo, quella di ritirarsi dalla vita reale, e rimanere appartato, come in una sorta di perenne malattia, per dare tutto se stesso alla scrittura raffinata e lirica dei ricordi, delle voci interne. Solo nell’arte l’uomo sfugge all’incessante fluire del tempo e partecipa all’intemporale eternità. Perché l’esistenza abbia realtà bisogna che sia ricordata, che sia riconquistata all’oblio.
Lo stile proustiano corrisponde alla complessità della materia memoriale ed evocativa che ci viene offerta. Periodi lunghi che spesso impegnano il lettore, complessi come è complesso e incessante il rincorrersi dei pensieri, dove le immagini della mente e quelle dei ricordi reali si confondono e ci avvolgono in una dimensione spesso vicina al sogno.
2.1.10
MURIEL BARBERY-L'eleganza del riccio- Ed. e/o
Il contatto tra questi due mondi, favorito dall’intervento di un inquilino giapponese che è l’unico a capire “l’eleganza” della portinaia, chiusa in se stessa come un riccio, produrrà eventi trasformatori e un epilogo inaspettato.
Uno dei migliori esempi di romanzo che inizia lentamente e via via coinvolge sempre più. Uno stile sciolto, di intima confessione e una grande capacità di costruire gli eventi secondo la migliore tradizione del narrare.
DAL 5 GENNAIO NEI CINEMA, il film tratto da questo romanzo.
