
Il grande riformatore del romanzo moderno scrive un’epopea che si ispira all’Odissea, è cioè un viaggio dentro l’anima dell’uomo, dentro il suo corpo, un viaggio che si svolge nell’arco di un giorno. L’Ulisse è un’opera monumentale, strutturata in una serie di episodi che richiamano la struttura del poema omerico, centrata intorno alle figure di tre personaggi principali, Harold Bloom-Ulisse, sua moglie Molly-Penelope e suo figlio Stephen Dedalus- Telemaco, figure che racchiudono tutti gli aspetti della personalità umana. E’ un testo difficile, che pochi hanno letto, anche tra gli addetti ai lavori, perché necessita dell’assistenza delle note e delle spiegazioni che lo accompagnano- qualcuno consiglia di leggere un episodio al giorno, seduti al tavolo di studio.
L’innovazione letteraria che produce Joyce è il flusso di coscienza, cioè la registrazione dei pensieri del personaggio in forma libera, senza una particolare strutturazione logica- siamo ai tempi della scoperta dell’inconscio e della psicanalisi.
Altre opere di Joyce sono meno complesse: Dedalus, ovvero il ritratto dell’artista da giovane, esprime il contrasto tra sentimento e ragione, tra le istituzioni gesuitiche- frequentate dall’autore- e il desiderio di autonomia e di ribellione, ispirandosi all’esilio volontario vissuto dall’autore. Gente di Dublino, 15 racconti che ritraggono altrettanti personaggi nei quali si rispecchia la realtà della città e contemporaneamente un’umanità universale, ritratta nelle varie epoche della vita. La struttura dei racconti, generalmente brevi, e la tensione che li accompagna, li rende più che mai vicini alla scrittura del nostro mondo contemporaneo.

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